La Storia di Eleonora D´Arborea
Seconda Parte
Il primo documento cartografico medioevale dell’isola è la carta del geografo arabo Al Idrisi del XII secolo dipinta a colori su carta setificata.
Si trova presso la biblioteca nazionale di Parigi. E’ un documento raro ed eccezionale costituito da un planisfero e 68 carte divise per climi.
Ne sono stati individuati sette. Per una lettura corretta occorre rovesciare la carta perché è orientata con il nord in basso.
Vengono menzionati solo tre centri abitati: Terranova-Pausania, Castelsardo, Cagliari.
Alla carta di Al Idrisi fanno seguito le nostre carte nautiche definite “ insigni monumenti della
sapienza e della esperienza degli antichi navigatori italiani” a Magnaghi curatore Treccani – e sono:
La riproduzione è parziale si trova nella biblioteca nazionale di Parigi, è una delle più antiche carte nautiche
conosciute riportabile al 1.275. Malgrado sia detta pisana, perché appartenente ad una famiglia pisana
è genovese, composta nel decennio 1.250-1.260, questa carta nautica era allegata al “ Compasso da navigare”
cioè al Portolano del Mediterraneo la maggiore opera della scienza nautica e della geografia scientifica
medioevale pervenuta è testimoniato che fu consultata da Luigi IX di Francia durante un viaggio da lui fatto nel 1270. 1311
si trova presso l’archivio di stato a Firenze dipinta su pergamena. I nomi delle coste sono 34 è presente anche il porto di Oristano col nome di Aresta.
Si passa dalla Sardegna unita politicamente sotto l’impero Bizantino (con esclusione delle Barbagie = Stato nello Stato)
alla Sardegna del 900-1000, divisa in quattro Stati o Giudicati ( Torres, Gallura, Arborea e Calaris)
le cui origini sono una delle questioni più oscure e dibattute della storia di Sardegna
Occorre precisare, a tal proposito, che nel medioevo tutta la “Societas Christianorum” veniva considerata come un unico organismo,
avente per capo temporale l’imperatore e per capo spirituale il Papa. In questo periodo, pertanto,
non potevano sussistere piccoli stati effettivamente indipendenti; infatti pur con una completa autonomia,
essi si riconoscevano, pur sempre, sudditi del potere centrale. Di fatto, in questo periodo,
secondo alcuni storici, i piccoli stati avevano solo sovranità nominale e non effettiva.
I giudicati sardi avevano proprie frontiere, un proprio demanio, un proprio parlamento, cancellerie,
emblemi e simboli statali; avevano, inoltre, una propria politica militare che li portava ad
essere alleati delle repubbliche marinare di Pisa e Genova. Ognuno dei quattro giudicati sardi si avviò verso
scelte culturali diversificate, maturando ciascuno una propria lingua volgare, una propria arte una
propria storia e dando vita ad una distinta nazionalità. Il giudicato d’Arborea si costituì in stato
sovrano intorno al X° secolo probabilmente come germinazione del regno di Torres.
Infatti il primo giudice di cui sono pervenute notizie è Gonario Comita de Lacon-Gunale.
Potrebbe essere lo stesso monarca che dopo aver regnato fino al1032 in Logudoro,
assume la suprema magistratura in Arborea ricoprendo la carica fino al 1050.